Finisce 28 – 28 la bella partita tra Mantovani Lazio e Petrarca Padova, valida per la seconda giornata del campionato di Eccellenza 2011/2012
Sessanta fotografie nella galleria: http://goo.gl/z9SjI
Finisce 28 – 28 la bella partita tra Mantovani Lazio e Petrarca Padova, valida per la seconda giornata del campionato di Eccellenza 2011/2012
Sessanta fotografie nella galleria: http://goo.gl/z9SjI
Un ring allestito all’aperto, nella polisportiva Cinecittà Bettini a Roma, ha ospitato il primo memorial Stefano Cucchi, a conferma del dolore che la terribile storia di questo ragazzo e della sua famiglia hanno lasciato nel cuore di tanta gente, soprattutto nella capitale.
Finisce in pareggio il match clou tra Armen Petrosyan e Warren Stevelmans; buono il livello di tutti gli altri.
Battuti con onore i giovani Marines Lazio, che hanno divertito il pubblico di casa con una prestazione buona nonostante il risultato finale di 7 – 44.
I più esperti Crusaders non hanno mai mollato le redini deilla partita, ma i Lazio Marines hanno collezionato alcune belle azioni tra cui uno splendido touchdown. Nella galleria di Scattisportivi trovate 100 fotografie.
Football Americano: Lazio Marines – Crusaders Cagliari – Images by Pierdante Romei
E’ un terreno duro e veloce il campo di battaglia che vede schierate le due squadre più temute del girone 4, pronte a contendersi il primato in classifica e l’accesso ai play-off. La giornata è asciutta, soleggiata e senza vento.
Sono gli ospiti abbruzzesi a aprire le marcature, passando in vantaggio al 7° minuto con una meta di Mario Babbo, trasformata dal fratello Maurizio. La risposta il Segni la trova nei piedi di Fabrizio Pennese, che prima accorcia le distanze e poi firma il sorpasso infilando ben tre calci di punizione. Si va al riposo con il punteggio di 7-9.
Il secondo tempo vede ancora un confronto accesissimo e equilibrato. Equilibrio che – purtroppo per il Segni – viene improvvisamente rotto da un clamoroso errore difensivo: una presa al volo non riuscita e la palla finisce tra i piedi di Dario Pallotta che approfitta del rimbalzo, calcia in avanti per sè stesso e schiaccia una meta davvero inaspettata. A segno anche il calcio di trasformazione: 9-14 e ancora tanti minuti da giocare.
Il Segni le prova tutte per rientrare in partita. L’episodio più eclatante arriva al culmine di una serie di fasi offensive all’interno dei 22 metri abbruzzesi. Prima Pennese e poi Sposi tentano di sfondare l’attenta difesa marsicana. L’arbitro viene addirittura travolto in questa azione tanto è vicino a osservare ciò che accade in campo. Si cade a terra ma la palla non raggiuge la meta per pochi centimetri. A seguito di una irregolarità nella fase successiva, l’arbitro concede una mischia a favore dell’Avezzano che ne approfitta per calciare lontano e scongiurare il pericolo.
A un minuto dal termine, un calcio di punizione realizzato dall’Avezzano spegne le speranze residue dei padroni di casa e accende l’entusiamo del giocatori e sostenitori abbruzzesi che festeggiano questa vittoria importantissima.
Un finale di campionato che vede la squadra di Avezzano lanciatissima e le due inseguitrici Segni e Frascati a contendersi il secondo posto e quindi l’accesso ai play-off.
Nella galleria le foto della partita
Marcatori: 7’ m. Babbo Mario tr. Babbo Maurizio (0-7); 10’ c.p. Fabrizio Pennese (3-7); 23’ c.p. Fabrizio Pennese (6-7); 39’ c.p. Fabrizio Pennese (9-7); 50’ m. Pallotta Dario tr. Babbo Maurizio (9-14); 79’ c.p. Babbo Maurizio (9-17).
Classifica aggiornata alla tredicesima giornata: Avezzano punti 62; Frascati punti 52; Segni punti 51; Colleferro punti 45; Partenope Napoli punti 39; Gran Sasso punti 34; Neroniana Anzio e Palermo punti 33; Rieti punti 20; Benevento punti 13; Primavera punti 12; Salento Trepuzzi punti 10.
Un calcio di punizione, un’ultima parabola. La porta è vicina, la posizione è comoda. In allenamento un calcio così lo provi per scaldarti, ma ora è la testa che misura le distanze, è la pressione che decide se la posizione è buona oppure no. Quanto sono davvero lontani quei pali non possiamo saperlo. Sappiamo solo che la vittoria passerà da lì.
Torniamo indietro di appena 5 minuti.
Dieci a undici. A 5 minuti dalla fine il Segni conduce il derby di un solo punto. Sembra quasi fatta, poi il calcio di punizione trasformato dal Colleferro, che porta il punteggio sul 13 a 11. Da giocare forse ancora un altro minuto.
Si riprende da centrocampo, i segnini conquistano il pallone e avanzano, avanzano e schiacciano i padroni di casa nei loro 22 metri. Niente più strategia, solo orgoglio e determinazione, da ambo le parti. Accade di tutto, è l’ultima azione di gioco. E di mollare non se ne parla.
Il ricordo dell’ultima azione è confusa: siamo a pochi metri dalla linea di meta, c’è forse un tentativo di calciare in drop, ma si finisce tutti in terra. L’arbitro alza il braccio, fischia e comanda un altro calcio di punizione, stavolta per il Segni. E’ l’ultima occasione per tornare in vantaggio e strappare questa vittoria. Perché a Rugby si gioca con le mani, ma spesso si vince con i piedi, e con quel pizzico di fortuna indispensabile a realizzare qualunque impresa.

Di nuovo sulla piazzola dunque, la palla è sul tee. Un respiro, la rincorsa. Fabrizio Pennese calcia. La palla vola, la traiettoria rotonda sembra puntare pericolosamente verso il palo destro, ma è dentro. Il calcio è buono e il Segni torna in vantaggio. L’arbitro fischia la fine e lascia esplodere la gioia di giocatori e tifosi segnini. Amarezza per il Colleferro, che ha giocato un primo tempo decisamente migliore del secondo. Ma il risultato ci può stare. Una partita avvincente e equilibrata, decisa da un solo punto.
Per il Rugby Segni è un altro derby vinto, e la corsa in campionato che prosegue. Le stagioni buone le riconosci da questo: quando vinci anche quelle partite che sembravano quasi sfuggite.

Nella galleria tutte le foto della partita
Colleferro R.F.C. – Rugby F.C. Segni 13-14 (1-4)
Questi gli altri risultati:
ASD PALERMO – PRIMAVERA RUGBY 43 – 09 (5-0)
ASD GRAN SASSO – RUGBY FRASCATI SSD 12 – 08 (4-1)
AP PARTENOPE RUGBY – ASD RUGBY RIETI 43 – 21 (5-0)
NERONIANA RUGBY ANZIO – US RUGBY BENEVENTO 12 – 11 (4-1)
AUTO SONIA AVEZZANO – SALENTO 12 RUGBY TREPUZZI 68 – 05 (5-0)
Classifica:
Avezzano punti 53; Segni punti 47; Frascati punti 42; Partenope punti 34; Palermo punti 33; Colleferro e Gran Sasso punti 32; Neroniana Anzio punti 29; Rieti punti 16; Benevento Rugby punti12; Primavera punti 6; Salento punti 4.
Una Rugby Roma maestosa chiude il girone d’andata del Campionato d’Eccellenza riavvicinandosi alla zona playoff, battendo nettamente al “Tre Fontane” il Petrarca Padova con il punteggio di 21-9 (11-6). Due le mete, una per tempo, per i bianconeri di De Villiers che portano la firma di Diego Varani e Gregorio Rebecchini, che rispecchiano in sostanza un match in cui Roma parte lentamente costruendo, minuto per minuto, la sua preziosa vittoria.
(fonte articolo: www.rugbyroma.com)
Nella galleria 130 fotografie vi raccontano questo grande trionfo
La bella partenza aveva fatto davvero ben sperare il pubblico di casa, con i ragazzi di Cisterna prepotentemente all’attacco e la Rugby Roma 2000 stretta nei propri 22 metri a difendere. Alcune belle fasi offensive consecutive, tanta pressione e la voglia di andare a segnare una meta che sarebbe stata davvero importante.

Il XV romano non si aspettava forse di trovarsi a affrontare tanto impeto, e ci ha messo un pò a riorganizzare le idee e il gioco. Per tutta la metà del primo tempo i ragazzi di Cisterna hanno placcato, ingaggiato mischie e conquistato terreno con grande decisione nonostante le tante assenze importanti: Di Pace, fuori per una duplice frattura al malleolo, Mastrantoni, infortunato a un occhio e Franzin, anche lui con problemi fisici. Senza dimenticare le assenze di Pugliese, fuori per squalifica, di Garofalo e di Ceron. Tante assenze, troppe.

Il campo era pesante e scivoloso e il pomeriggio decisamente freddo. La Rugby Roma 2000, superata la prima fase della partita ha iniziato a giocare con più convinzione, portandosi all’attacco con un buon gioco – considerando le condizioni del campo – e andando a segnare diverse mete. Alla fine ne conteremo 7, col risultato finale di 39 punti a zero per gli ospiti.

L’allenatore Emolo si è detto soddisfatto nonostante il risultato. “Che le assenze avrebbero influito notevolmente lo si sapeva fin dall’inizio“, ha commentato dopo la partita, “ma vedere i miei ragazzi lottare su ogni pallone – soprattutto nel primo tempo – senza nessun timore reverenziale nei confronti dei più esperti e organizzati avversari mi ha confermato quello che ho sempre pensato: questa squadra col sacrificio settimanale e la costanza negli allenamenti può affrontare e far bella figura con chiunque nel nostro girone. Poi si può vincere o si può perdere, ma quello che conta è esprimere un buon rugby e crescere costantemente, tutti insieme. Solo così ci si diverte e ci si tolgono belle soddisfazioni. E le vittorie arriveranno, anche contro i primi della classe.“
Altri 5 punti conquistati per il Point Bet Rugby Segni, che batte in casa il Benevento col punteggio di 24 a 0 e si conferma in terza posizione nella classifica del girone 4 dopo la IX giornata (Avezzano punti 38; Frascati punti 37; Segni punti 33; Palermo punti 26; Colleferro punti 25; Neroniana Anzio punti 24; Partenope Napoli punti 21; Gran Sasso punti 20; Rieti punti 14; Benevento Rugby punti 7; Primavera punti 6; Salento punti 4)

Gli ospiti biancocelesti, pur sfoderando una mischia pesante e efficace, solo in qualche occasione riescono a organizzare un gioco offensivo davvero pericoloso. Di contro, i ragazzi di Segni forse indugiano troppo nei tentativi di sfondamento, preferendo le azioni di penetrazione individuale al gioco alla mano. E’ anche vero però che con un campo pesante e a tratti scivoloso come quello di domenica è generalmente più prudente mantenere il possesso del pallone con giocate semplici piuttosto che rischiare più del necessario, tenendo anche conto che l’esito della partita è sempre stato saldamente nelle mani dei padroni di casa.
L’ultimo quarto di gara è stato caratterizzato dalla pioggia e da un crescente nervosismo tra i giocatori, soprattutto tra gli avanti. L’impressione è stata che da un certo punto in poi il Benevento abbia mollato la presa psicologica sulla gara, mentre tutti i ragazzi di Segni sono rimasti in partita forti dell’indiscusso vantaggio tecnico e del sempre decisivo fattore campo.

Il terzo tempo si è tenuto nella nuova Club House, una struttura accogliente e spaziosa dove lo staff della cucina d’ora in avanti potrà davvero dare il massimo per onorare questa tradizione. Personalmente ringrazio la società Rugby Segni – alla quale sono molto affezionato – per l’amicizia e l’ospitalità che da sempre ha dimostrato nei miei confronti, prima durante e dopo ogni gara, rendendo il mio lavoro di fotografo ancora più entusiasmante e coinvolgente.
Fotograficamente parlando, è stata una esperienza decisamente impegnativa. La pioggia, la luce davvero bassa (le foto sono state scattate tutte tra ISO1600 e 3200) e il freddo hanno accompagnato questo grande pomeriggio di Rugby, e la scelta del bianco e nero per l’intera galleria è maturata – oltre che per motivi estetici – nel tentativo di dare più continuità visiva a una sessione che è iniziata con qualche timido raggio di sole e è finita con le luci artificiali.
Lo scopo della conversione in bianco e nero di un negativo digitale a colori non è scimmiottare la resa della vecchia pellicola monocromatica; la fotografia digitale segue il suo proprio processo di sviluppo e non è tenuta a imitare alcun clichè. Spero che il risultato della conversione risulti gradevole e che l’assenza del colore sia ripagata dai bianchi e dai neri che, esprimendosi con l’essenzialità dei toni e dei mezzitoni, raffigurano la scena attraverso il solo contrasto.
Un grigio pomeriggio invernale all’Acquacetosa fa da sfondo a una brutta Lazio Rugby, nell’ultima partita di campionato del 2010. Qualche assenza importante (si pensi al capitano Mannucci), qualche elemento reduce da infortunio, poca concretezza, soprattutto da parte del calciatore Law, e un non irresistibile Rovigo, fanno sì che il 23 a 10 in favore degli ospiti non porti neanche un punto in classifica ai biancocelesti.
Nel primo tempo erano subito i veneti a fare loro il match, dopo soli due minuti il flanker rossoblu Montauriol schiacciava in meta, approfittando di un intercetto sui ventidue, e Bustos realizzava una facile trasformazione. La reazione della Lazio arrivava dieci minuti più tardi, con tre punti dalla piazzola dell’estremo Garry Law. Ad allungare nuovamente il punteggio ci pensava, poi, l’apertura rodigina Bustos, con due punizioni al 16’ e al 20’, portando il tabellino sul 3–13. Poi, nel giro di pochi minuti, un poco ispirato Law (2/6 dalla piazzola per lui, 1/5 soltanto nel primo tempo) provava due volte a riportare in partita i padroni di casa, ma falliva entrambe le punizioni. La partita si addormentava, e verso il finale di primo tempo, erano ancora i calciatori a salire in cattedra: prima il mediano rossoblu Basson falliva un drop, poi Law falliva, anche lui, due calci di punizione, lasciando il risultato invariato.
La meta di Van Jarsveeld nella ripresa
All’inizio della ripresa, la Lazio provava a cambiare le sorti della partita con la meta della seconda linea Van Jarsveeld, trasformata da Law. Era, però, un 10–13 ingannevole, perché il match al 17’ scivolava nuovamente tra le mani di Rovigo: bella meta del mediano di mischia Basson (eletto poi man of the match) e trasformazione di Bustos. Risultato quindi fermo sul 10-20 per buona parte del secondo tempo, con la Lazio che cercava almeno la marcatura che le avrebbe consegnato il punto di bonus in classifica. I tentativi della mischia biancoceleste, per sei/ sette minuti fissa nell’area dei ventidue rodigina, erano però vani, ed era addirittura la formazione ospite ad aggiungere ulteriori punti al proprio tabellino: a tempo scaduto Bustos infilava in mezzo ai pali un altro calcio (5/5 per lui) e portava il risultato sul definitivo 10 a 23.
fonte articolo: http://www.laziorugby.it/